Storia

L’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana acquisì la sua attuale configurazione nel 1935, quando il Comune di Milano entrò in possesso del patrimonio librario della nobile famiglia milanese dei Trivulzio e decise di annetterlo al preesistente Archivio Storico Civico nei locali del Cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco. Da allora la storia delle due raccolte, costituitesi secondo tempi e modalità del tutto differenti, è stata indissolubilmente legata.

Dal 1978 all’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana è annesso anche il Laboratorio di Restauro di libri, documenti e legature, la cui attività permette interventi tempestivi e corretti di manutenzione conservativa, nonché di avviare programmi di restauro sistematici su specifici fondi di archivio, garantendo così l’integrità del patrimonio bibliografico e archivistico dell’Istituto.

Archivio Storico Civico

L’Archivio Storico Civico, anche se notevolmente impoverito dai bombardamenti dell’agosto 1943, conserva ancora una cospicua mole di documenti: nella parte antica sono contenuti gli atti del Comune di Milano e del Ducato (dal 1385) e nella parte moderna (fino al 1927 circa) le serie archivistiche finora versate dal Civico Archivio di deposito. I fondi archivistici custoditi sono pervenuti secondo l’ordinamento per materie adottato tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo dall’archivista Luca Peroni.

A parte è invece collocato il fondo Manoscritti d’Archivio, che conserva, oltre ai codici da sempre appartenuti all’Archivio, quelli di più recente acquisizione (tra cui ricordiamo il lascito novecentesco di Emilio Seletti), pervenuti all’Istituto a vario titolo. Al momento la raccolta comprende 56 manoscritti, 17 dei quali medievali, e 4 stemmari sette-ottocenteschi. I fondi archivistici e i manoscritti dell’Archivio sono consultabili presso la sala studio Girolamo Morpurgo dell’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana. L’Archivio ha inoltre una sua biblioteca specializzata nella storia di Milano e della Lombardia, allargata agli antichi confini ducali.

Biblioteca Trivulziana

La Biblioteca Trivulziana, una delle più rinomate biblioteche private europee fin dalla metà del XVIII secolo, fu venduta nel 1935 al Comune di Milano dal principe Luigi Alberico Trivulzio e aggregata al preesistente Archivio Storico Civico. Il fondo Trivulzio subì numerose perdite in seguito ai bombardamenti del 1943; sebbene, infatti, la maggior parte del patrimonio fosse stata trasferita nei rifugi di Sondalo in Valtellina e di Sant’Angelo Lodigiano, per motivi di studio rimasero in sede alcuni esemplari che andarono distrutti durante l’incursione aerea dell’agosto 1943. Attualmente il fondo comprende manoscritti, incunaboli, cinquecentine, libri a stampa antichi e edizioni moderne. Il codice più antico risale al secolo VIII, mentre il più famoso è il Libretto di appunti di Leonardo da Vinci; notevoli sono i manoscritti danteschi, tra i quali un codice della Commedia del 1337 e un prezioso manoscritto trecentesco del De vulgari eloquentia; tra gli incunaboli figura infine la raccolta completa delle edizioni quattrocentesche della Commedia di Dante.